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IMPROVVISAZIONE E IL BAMBINO

SE L'ADULTO PER IMPROVVISARE HA BISOGNO DI ESPERIENZA PASSATA, DI MEMORIA, DI CONOSCIUTO, QUALI SONO LE FONTI A CUI ACCEDE IL BAMBINO?

L'atto creativo del bambino è talmente ricco che, viene da pensare, sia composta da tante vite passate, da tante memorie.
La sua innocenza, la purezza del suo mondo interiore, la sua enorme immaginazione sono talmente potenti che qualsiasi atto creativo è materiale prezioso su cui lavorare, con il vantaggio più dell'adulto di non doversi liberare dai pregiudizi, dai preconcetti, dalle maschere, dagli orpelli e dalle scorie del conosciuto.
Il bambino, nemico dell'analisi e amico dell'intuizione per natura, ha la capacita' innata di apprezzare la bellezza, la dote piu' grande e avverte nel suo spazio vuoto interiore un senso di segreta pienezza semplice, naturale, priva di artificio, la sua"arte interiore", la sua idea, il suo innato 'sense of humor', la sua ironia, ma come l'adulto ha bisogno di silenzi, di "tempo vuoto."

COSA SI INTENDE PER "tempo vuoto"NELL'ATTO CREATIVO?

Strettamente correlata alla percezione del suo fluire, "il tempo vuoto" é comunemente
inteso quasi esclusivamente come fonte di pensieri angoscianti così il bambino viene ingozzato della roba che le evoluzioni tecnologiche degli ultimi decenni hanno prodotto. Televisione, videogiochi, internet sono strumenti con i quali si tende compulsivamete a riempire i buchi procurando un'accelerazione degli eventi che riduce la capacita' di attesa.
Alla fine, il bambino non è più capace di aspettare, di affinare la pazienza, il silenzio, elementi fondamentali per trovare sè stesso.
Il bambino viene "gettato" nel culto dell'immediatezza, unico rimedio contro l'attesa diventata insopportabile
( Nei disturbi dell'ansia è noto che il sistema della dopamina ha un rallentamento nei movimenti e produce segnali di rigidità e tremore inconscio quando si entra in relazione con un'altra persona).
Il"tempo vuoto" a piccole dosi sviluppa immaginazione, introspezione e autostima. L'istantaneità degli eventi scioglie come aspirina nell'acqua la poesia dell'attesa.
Se la tecnologia ha ridotto i tempi di attesa è altrettanto vero che il bambino non si è mai annoiato come adesso e questo è il prezzo altissimo che deve pagare.
Il tempo vuoto e lento del bambino, allo sguardo dell'adulto ha aspetti negativi che puo' coincidere con l'idea di abbandono e di territorio in cui puo' attecchire la depressione.
Il "tempo vuoto" sano fa dell'inattività la condizione necessaria per l'esercizio del pensiero creativo.
Se annoiarsi continuamente a scuola, a casa, in vacanza puo' portare a qualcosa di simile alla depressione non incontrarsi mai col "tempo vuoto" conduce alla mediocrità.
L'oziare della mente non significa non pensare ma non pensare secondo regole prestabilite.
Alla comune concezione di ozio secondo cui l'inattività impedisce la produzione di qualsiasi cosa, se ne contrappone una come momento di massima creativita', in cui è possibile far nascere nuove idee che possono rivelarsi, artistiche:ecco il senso.
Il bambino é giudice implacabile, vede le cose, subito, non puoi ingannarlo con le tre "s": sesso, soldi, sangue della trama dei romanzi degli adulti e dei serial televisivi americani di prima serata.
Restare solo permette al bambino di entrare in contatto con il sè profondo, di familiarizare con sè stesso, di organizzare una propria disciplina, pregustando la gioia di un evento e sviluppando contemporaneamente fantasia e creatività.
"Il bambino conosce la realà in modo [...]profondo, perchè d'un tratto, senza farci scendere a uno a uno i gradini del pensiero, ci trasporta nell'abisso della verità come il poeta[...]".
Giovanni Pascoli
"Noi che abbiamo spiriti liberi, non ne siamo toccati perchè il mondo è privo di senso e a muoversi è solo la mente"
Amleto


DAL PUNTO DI VISTA DIDATTICO E FORMATIVO A CHE COSA SERVE QUESTA PRATICA PER I BAMBINI?

Facilita comportamenti di attenzione, di ascolto, di cooperazione, di valorizzazione delle differenze.
Sviluppa la capacita' di scambio, di condivisione, di relazione con l'altro, il diverso senza collidere.
Coltiva, affina la innata sensibilita', l'innocenza, la gioia, la spontaneita', la fiducia in se stesso.
Incoraggia la creativita', la precisione del gesto, la direzione del pensiero, la calma, la forza, la pazienza.
ll bambino esplode di gioia nel " qui ed ora " della rappresentazione perche' intuisce l'occasione in cui puo' svelare se' stesso.

IN CHE COSA CONSISTE L'INSEGAMENTO

Attraverso esercizi propedeutici alla danza, aikido, yoga, che vengono proposti come gioco, ( esercizi che sono più' riferiti al naturale movimento del corpo che all'estetica del movimento ) si cerca di fare veicolare il bambino all'atto creativo, alla consapevolezza individuale e spaziale, ma soprattutto, di fare della povertà un ideale.


QUAL'E' L'OBIETTIVO?

L'obiettivo, oggi più che mai, è quello di rinunciae a tutti gli orpelli, al superfluo, all'inutile, al finto, all'inautentico per ritrovare sè stessi: teatro più ricco del mondo, territorio di lavoro in cui il bambino ha un grande punto di riferimento in un momento storico in cui forse si sente smarrito.
IViene da pensare che se si continua a coinvolgere il bambino nei blitz ai supermercati e ai fast food un giorno, quando e se, vedrà un coniglio vero, invece di avere l'impulso di accarezzarlo come sarebbe nella sua natura, o immaginarlo poi nella sua memoria come il "Signor coniglio" di "Alice nel paese delle meraviglie" potrebbe pensare:"E questo che ci fa qui in giro ancora crudo?"
L'eccessivo consumismo uccide e umilia l'immaginazione del bambino.
"Solo nell'immaginazione umana ogni verità trova un'esistenza reale e autentica. L'immaginazione ha il dominio supremo dell'arte e della vita"
J.Conrad
Certo prima bisogna realizzare i bisogni poi dedicarsi ai sogni, ma il bambino lo sa e per vivere biologicamente ha bisogno di poco, di molto poco, non ha bisogno di essere soffocato dalla roba.
Se al bambino viene a mancare il progetto, il sogno, l'obiettivo, un modello ideale che hanno il potere di mettere in moto il suo mondo emotivo e liberare le energie attraverso l'immaginazione, non coltiva e affina lo zelo, il sacrificio, si paralizza, non crea, non agisce, rimane come paralizzato non sa dov'è e dove deve andare, gira a vuoto, non trova il senso in niente, ha paura di tutto, si ammala.


"La più grande paura non èscoprire la propria ombra ma la luce" Nelson Mandela


La sfida e la vittoria dell'insegnante è quando riesce a stimolare nel bambino un'esplosione della sua ricchezza interiore tale da trasformare completamente la sua natura soggettiva del proprio impulso originario.Cogliere il suo invisibile ma senza perdere il contatto col reale e col buon senso.
Shakespeare ha come obiettivo sempre il "sacro", il metafisico, ma non commette mai l'errore di rimanere troppo a lungo sul livello più elevato.
E' difficile stare in compagnia dell'assoluto, bisogna piombare a terra e ricominciare, se il linguaggio è troppo "particolare" perde di credibilità.
Il bambino per sua natura è colmo di divinità nel suo anticipare la voce dell'uomo e vorrebbe indirizzarla verso l'armonia.
"Attraverso un dialogo col nostro corpo, impariamo non come muoverci, ma ad essere mossi"
Yumiko Yoshioka (butoh)
"Non è una danza narrativa ma l'astrazione in cui a fatica ci si muove per apprendere"
Carolyn Carlson.

CHE COSE' LA DANZA?

"Se lo sapessi non danzerei"
Isadora Duncan

 

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