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"arte di muoversi spontaneamente con un altra persona" Amleto
Improvvisare, danzare con altri è la spinta ad andare dentro situazioni sconosciute, ad aprire territori imprevisti e sorprendenti.
Invita a confrontarsi con i propri limiti, le proprie abitudini percettive e permette la condivisione di un linguaggio che consente di danzare insieme ad altri rispettando le proprie differenze.
E' un continuo confronto in cui ciascuno si avventura in un cammino di frontiera, in cui ciascuno si spinge fino a un territorio di confine tra i diversi linguaggi espressivi per dare vita ad una festa singolare dove la ragione si sospende lasciando campo libero al movimento intuitivo, creativo, al gioco liberando la danza in un intrecciarsi di istanti comuni.
E' un darsi alla comunicazione prima di comunicare.
E' il terreno sul quale sviluppare e approfondire le proprie abilità di comunicazione. E' un processo che crea connessioni poetiche.
E' il corpo che dice di sì ma anche dell'altro in un continuo rimando.
E' l'attenzione continua su come mantenere vivo lo spirito della curiosita' e della sorpresa, su dove porsi nello spazio e nel tempo presente indicativo.
Ci si concentra sul flusso di energia che scorre fra i corpi formando una varietà di body e mind links, collegamenti come anelli di una catena.
Ci si interroga sulle possibilità d'espressività del processo creativo, sui motori percettivi, sul significato del messaggio della comunicazione, sulla lettura della performance.
ll " qui ed ora " della rappresentazione sono l'unico luogo, l'unico momento dove assumersi il rischio di svelare sè stessi . Durante la composizione le idee nascono e circolano in un movimento costante e fluido.
Prevale lo sguardo d'insieme, la visione a tutto tondo, dal basso all'alto, dall'alto al basso;lo spazio è avvolgente, il suono vibrato.
Quando si entra in conatto con l'altro nel processo creativo il cuore non è più un muscolo e un pulsare meccanico, si gonfia, si espande, esplode, canta. La coscienza si illumina e il tempo non è più il fluire meccanico dell'orologio.
"C'è qualcosa di commovente nell'improvvisatore in quell'elezione della nota che sta per seguire "
Marguerite Yourcenar


Si tende ad associare alla parola "improvvisazione" eccessiva libertà di composizione.
Al contrario, in quell'infrangersi delle regole della memoria e del conosciuto, in quel mettere insieme, tagliare, rielaborare materiali conosciuti, in quel passare al setaccio l'enorme background, in quell' operare scelte sono più che mai indispensabili il rigore e la disciplina.
Ci si abbandona all'atto creativo solo se la mente è in uno stato di profonda consapevolezza, di focalzzazione del movimento verso la coscienza del corpo.
Improvvisare come sinonimo di libertà che si fonda nel registro ontologico:
noi nasciamo come esseri unici capaci di produrre il nuovo fin dalla nascita. E'qualcosa che viene prima dell'espressione.
Per questo il fondatore, Steve Paxton e i più grandi esponenti, Julyen Hamilton, Katie Duck, Mark Tompkins, Lisa Nelson, Kirstie Simpson, Nancy Stuart Smith ...accedono a fonti ideologiche, filosofiche, dalla psicologia occidentale alla filosofia orientale, dalle pratiche dello yoga alle arti arziali, la' dove la mente scava nella coscienza fino allo sguardo ontologico.
In quel processo creativo,in quella sospensione della mente e' uno "stare" e dentro, mettere un colore, poi un altro e un'altro ancora, ma soprattutto togliere, ridurre, selezionare, scegliere per cercarsi in una identita' volta a una reinvenzione continua.
Così l'esecutore diventando il creatore-danzatore-coreografo di sè stesso racconta, comunica, emoziona e appassiona perchè vuole far esplodere il suo grido interiore attraverso tutto quello che ha: sè stesso.
Un sè stesso non "fortificato" certo da idee di composizione altrui e da "passi" codificati. L'improvvisatore si affida unicamente al suo corpo e alla sua mente come laboratorio legato alla morfologia, al problema esistenziale, veicolo di spiritualità, di interiorità, sogno, ossessione,visione, allucinazione, flusso di coscienza.
Solo, in quel momento della sua esecuzione, si affaccia sulla finestra del mondo con tutto il suo stupore e la sua meraviglia.
Abbandono e rottura, dunque, dell'estetica, del narcisismo, dell'esibizionismo e soprattutto dell'idea di danza come intrattenimento e spettacolo circense.
L improvvisatore è' il suo pensare essere al mondo e fa della povertà un ideale.
In chi lo guarda, in quel testimone di quel momento della sua vita non cerca che una reciprocità di sguardo poichè non si risparmia nel dare.
E' l'attenzione continua su come mantenere vivo lo spirito della curiosità e della sorpresa, su dove porsi nello spazio e nel tempo presente indicativo.
Ci si concentra sul flusso di energia che scorre fra i corpi formando una varietà di "body" e "mind links", collegamenti come anelli di una catena.
Gli elementi fondamentali sono la percezione, l'intuizione, la scelta.
Fondamentale è la coscienza delle sensazioni fisiche che accadono.
Indispensabile è l'apertura all'istante, l'ascolto, la presenza e la lucidità mentale.
Per questo è di aiuto la pratica dello yoga, delle arti marziali e della meditazione.
Si aborrisce l'establishement stabilito, il costoso costume di scena, si evitano luoghi di spettacolo.
Si prediligono piazze, chiese, si balla più per l'innata necessità di esprimersi che di esibirsi e soprattutto si fa della povertà un ideale.
Gli elementi fondamentali sono la percezione, l'intuizione, la scelta. Fondamentale è la coscienza delle sensazioni fisiche che accadono.

Quando si improvvisa si entra nella realà in modo

"profondo, perchè d'un tratto, senza farci scendere a uno a uno i gradini del pensiero, si va a finire nell'abisso della verit? come il bambino" Giovanni Pascoli

Potra' sembrare un'affermazione affrettata ma la danza butoh e', di fatto, gia' dentro di voi.
Il mio lavoro e' trasmettere un metodo per liberarla, tuttavia cio' non e' possibile per chiunque:poter danzare il[...]
Masaki Iwana

"Che cos'è la danza?"
"Se lo sapessi non danzerei" Isadora Duncan

 

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