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" c'è qualcosa di commovente nell'improvvisatore in quell'elezione della nota che sta per seguire "
Marguerite Yourcenar

Si tende ad associare alla parola "improvvisazione" eccessiva libertà' di composizione.
In quell'infrangersi delle regole, della memoria e del conosciuto, in quel mettere insieme, tagliare, rielaborare materiali conosciuti, in quel passare al setaccio l'enorme background, in quell' operare scelte, al contrario, sono più che mai indispensabili il rigore e la disciplina.
L'improvvisazione non corrisponde a un discorso logico e prestabilito ma nasce quando le nozioni tecniche e di "mestiere" siano talmente assimilate da diventare tutt'uno con i temi dell'opera nel momento dell'esecuzione.
L'impulso creativo così' erompe e si esplica in modo riflessivo, calcolato, scientifico, meditativo, a volte violento.
L'erompere vitale del messaggio dell'inconscio che sempre presidia, produce nell'arena della tela un risultato che a volte sgomenta e sorprende.
Certo, può' produrre anche mediocrità', ma nessun atto creativo è degno di essere cancellato, può servire come esperienza, come esercizio, come pratica per imparare a togliere, ridurre, sintetizzare come fa il poeta con le parole o il pittore con pochi segni.
Picasso per esprimere un gallo infuriato ha avuto bisogno di pochi segni, ma, viene da pensare, quanto ha tolto prima di esibirlo?
( Ma lui è' un genio, forse lo ha fatto di getto.)
Ci si abbandona all'atto creativo solo se la mente è' in uno stato di profonda consapevolezza, di focalizzazione del movimento verso la coscienza del corpo.
Come nella danza "Butho" il danzatore sviluppa una consapevolezza del corpo tale che esso sia pienamene vivo in ogni attimo
( il perno delle vie interiori orientali è' la gravità' ,la base di appoggio, la giusta distribuzione del peso, tutto questo è' già' sufficiente per costruire una sequenza carica di effetti energetici )
così ci si può inoltrare nel movimento della sequenza, intesa come flusso progressivo senza inizio e senza fine dove ogni cosa è' la conseguenza di ciò che l'ha preceduta in progress.
Lo spazio protegge da automatismi inconsci; in base al deporre e al riemergere dalla gravità' si creano stati che inducono a soffermarsi a cogliere il respiro della sequenza con le sue sospensioni, si sblocca il pensiero bloccato al passato, si illumina lo sguardo a zero sul futuro.
E' un uscire dalla immedesimazione scontata, dall'automatismo, è' il luogo, la condizione che ci permette di accorgerci, un punto di partenza per una serie di invenzioni che escono dagli schemi del "già'" noto.
Il momento dell'esecuzione è' una vibrazione, è' presenza, amore, interiorità', sofferenza, vita ma soprattutto onestà' con se' stessi.
Lo spazio e il danzatore interagiscono nel loro essere cacciati e cercati.
Da una tale forza definibile germoglia e appassisce il gesto.
Il corpo ha un legame viscerale con la contemporaneità' ignota, immateriale, proiettata verso un centro in movimento.
Come una nota muta il pensiero si dilegua per lasciar spazio al silenzio, il pensiero disegna lo spazio dei suoni, il tic tac dell'orologio e il suo fluire hanno un ritmo, hanno un senso, il metro cubo di terra si fa illimitato e il movimento diviene da una cadenza antica.
E' un infrangere tutte le barriere della ragione, è' l'effetto dello STRANIAMENTO dell'HAPPENING.
Lo "shock" dello straniamento agisce in molti modi e su piani diversi: antitesi, parodia, imitazione
Come lo SCAMBIO DIALETICO, permette di esplorare aree attraverso procedimenti dinamici del linguaggio del corpo come fa lo scrittore con le parole.
Il movimento come le parole, lascia nel tempo e nello spazio, un alone indefinito ma percettibile.
E' un tentativo di descrivere la condizione metafisica dell'uomo attraverso una presenza che non e' altro che una comunicazione dal di dentro, attraverso il respiro che affossa i pensieri:
"Non mi resta al mondo che la metà' di me stesso" Camus.
"L'ispirazione sovrumana ha come contropartita l'inettitudine alla vita pratica e l'inquietante affinita' con la follia" Shopenauer
"La poesia è' contemplazione del sentimento, intuizione, produzione spirituale" B. Croce
"L'arte scuote la nostra esperienza abituale e apre una nuova dimensione della verità' e custodisce una riserva inesauribile di senso ed e' all'origine di un processo mai concluso di interpretazione"Heidegger
"Siamo della sostanza di cui sono fatti i sogni"Shakespeare

Viene da dire che si entra in contatto con una sorta di profezia, di visione: un sogno.
Forse è' anche il tentativo di entrare nel sogno, nel metafisico anche dell'altro, degli altri:
"Je crois que le dormeur qui nous reve est en train de se reveiller, mais no, il se retourne dans son lit, je te vois et son rève recommence encore" J. Cocteau
Per questo il fondatore, Steve Paxton e i piu grandi esponenti, Julyen Hamilton, Katie Duck, Mark Tompkins, Lisa Nelson, Kirstie Simpson, Nancy Stuart Smith ...accedono a fonti ideologiche, filosofiche, dalla psicologia occidentale alla filosofia orientale, dalle pratiche dello yoga alle arti arziali, la' dove la mente scava nella coscienza fino allo sguardo ontologico.
In quel processo creativo, in quella sospensione della mente e' uno "stare" e dentro, mettere un colore, poi un altro e un'altro ancora, ma soprattutto togliere, ridurre, selezionare, scegliere, pulire per cercarsi in una identità volta a una reinvenzione continua.
Così' l'esecutore diventando il creatore-danzatore-coreografo di se' stesso racconta, comunica, emoziona e appassiona perché vuole far esplodere il suo grido interiore attraverso tutto quello che ha: se' stesso, e come un'opera d'arte in quel momento in quel posto è' circondato da un'aura.
Un se' stesso non "fortificato" da idee di composizione altrui e da "passi" codificati ma che si affida unicamente al suo corpo e alla sua mente come laboratorio legato alla morfologia, al problema esistenziale, veicoli di spiritualità', di interiorità', sogno, ossessione, visione, allucinazione, flusso di coscienza.
E tanto più' ci si addentra dentro, piu' ci si affonda nella carne, tanto ci si scopre ironici perché l'ironia va a finire in fondo alla verità'.
Il danzatore, solo, in quel momento della sua esecuzione si affaccia sulla finestra del mondo con tutto il suo stupore, la sua meraviglia e si impegna in una sfida perché gli è' data questa possibilità, questa libertà di tradurre il suo pensiero immaginativo nel gesto vero ma anche nel silenzio e nell immobilità facendo rinascere come una sorta di rebirthing il preconcetto.
La consapevolezza diventa il veicolo della libertà che porta a poter scegliere, discriminare, imparare ad usare sempre il libero arbitrio.

La consapevolezza e' la vera ricchezza, bisogna lavorare su quello.

L improvvisatore, in chi lo guarda, in quel testimone di quel momento della sua vita non cerca che una reciprocità di sguardo poiché' non si risparmia nel dare e se improvvisa danzando con altri è spinto ad andare dentro situazioni sconosciute, ad aprire territori imprevisti e sorprendenti, ma soprattutto si confronta con i suoi limiti, le sue abitudini percettive e permette la condivisione di un linguaggio che consente di danzare insieme rispettando le proprie differenze.
La composizione in tempo reale è dunque un abbandono e rottura dell'estetica fine a se' stessa, del narcisismo, dell'esibizionismo e soprattutto dell'idea di danza come intrattenimento e spettacolo circense.
L'improvvisatore è colui che fa della povertà un ideale, non ha bisogno di nulla perché' già nato ricco dentro oltre all'impulso a creare sente come un fuoco, come una lampadina sempre accesa la spinta forte e naturale a cercare, studiare, esplorare.
Ed è così che l'attenzione e' continua su come mantenere vivo lo spirito della curiosità e della sorpresa, su dove porsi nello spazio e nel tempo presente indicativo.
Ci si concentra sul flusso di energia che scorre fra i corpi formando una varietà di "bodies" e "mind links", collegamenti come anelli di una catena, si libera l'energia e il corpo diventa una sorta di magnete per gli altri e gli altri per te.
Nella 'contact' la domanda è sempre accesa sulle possibilità d'espressività del processo creativo, sui motori percettivi, sul significato del messaggio, della comunicazione, sulla lettura della performance ma soprattutto sull'ascolto degli altri.
Il " qui ed ora " della rappresentazione sono, dunque, l'unico luogo, l'unico momento dove assumersi il rischio di svelare se' stessi. Durante la composizione le idee nascono e circolano in un movimento costante e fluido.
"Il corpo, tutti noi lo abitiamo a tal punto che diventa lo specchio di ciò che siamo. Chi sente di volersi esprimere attraverso il corpo ha la necessità di intraprendere un lavoro profondo che permetta di svestirsi dalla propria individualità che impedisce l'espressione, per arrivare a essere vuoto e avere quindi la possibilità reale di rivestirsi secondo ciò che si vuole trasmettere agli altri. L'aikido dunque come via (do) per sperimentare questo svuotamento fisico e interiore, capace di evidenziare in modo netto dove noi ci concediamo al vuoto e dove invece qualcosa si rifiuta di lasciare andare."
Tiziano Parise ( Aikido )
E un rendersi conto che si è fatti di una libertà che ha a che fare con un mondo necessario.
Necessità e libertà si fondano, le due dimensioni si combinano e si uniscono.
"La nostra libertà di essere esseri umani è la radice della nostra tragedia"
Leopardi.
"Poveretto il filosofo che non ha le gambe della ballerina che lo aiutano a schiarire le idee"
Paul Valerie
E' Il movimento dialettico , il passaggio dal "prima" al "poi". La produzione del dualismo si compie.
Forse e' una dialettica catastrofizzante, forse sull'andare avanti ci si trova sbalzati indietro come nella vita di ogni giorno, cosa si realizza alla fine?
Più si va avanti e più si incrementa il passato, la memoria il futuro, il costo del passato.
La composizione significa lavorare che sarà realizzato quando si fissa in una determinatezza che è la partitura, è la verità del divenire che si realizza nel gesto.
L'opera viene fatta vivere da chi l'interpreta ma viene fatta rivivere per chi c è già stato.
"E' il non poter fare a meno di negare la forma del mondo, il disperato tentativo di affacciarsi sul nulla perché' nel momento in cui ci si affaccia è già qualcosa" Yumiko Yoshioka( danza butoh )

CONCTAT IMPROVISATION
( sintesi e storia)

In italiano ha senso tradurla: "danza di contatto e improvvisazione"
Fondata da un gruppo di danzatori newyorchesi capeggiati da Steve Paxton negli anni '70. Indagavano sulle possibilità' d'espressività' del corpo al di fuori di schemi codificati e predefiniti da un'impostazione classica del movimento.
Steve Paxton realizzò' una serie di performance di danza d'improvvisazione, negli Stati Uniti.
Nel 1972 egli presentò per la prima volta un pezzo chiamato " Magnesium" in cui lui ed undici suoi danzatori si esibirono sui tappeti per la lotta, davanti ad un pubblico in una grande palestra. Molti di coloro che avevano assistito a quegli eventi, hanno voluto imparare, e, da allora, la contact improvisation e' diventata una forma di danza praticata in tutto il mondo.
Divenne in breve l'esperienza chiave della POSTMODERN DANCE e, allo stesso tempo, una vitale forma di danza sociale, con le potenzialità di sviluppare un forte senso di comunità' tra coloro che la praticavano.
Si pone come un approccio globale al corpo e s'interroga sui processi creativi e motori percettivi, sul significato del messaggio e della comunicazione e sulla lettura della performance.
Caratteristica fondamentale è' l'improvvisazione, cioè la possibilità' di muoversi creativamente all'interno di regole condivise, sia predefinite sia elaborate nell'arco del processo.
L'improvvisazione contiene un livello d'abilità' del tutto al di sopra delle personali qualità' di movimento. Praticare la CONCTAT richiede, e allo stesso tempo apporta, un rilassato e aperto stato del corpo e della mente. Le persone con un interesse professionale o personale nella ricerca della sintonia con i loro corpi. Danzatori, dottori e terapeuti del movimento, attori, musicisti, giovani, anziani, abili e disabili pensano che la CONCTAT sia una maniera per esplorarne il significato.
Fondamentale è la coscienza delle sensazioni fisiche che accadono tra due o più' partner in gioco motorio tra loro e in contatto con la terra.
E' basata sul contatto fisico tra i danzatori, tramite esso i performers si concentrano sul flusso d'energia che scorre fra di loro, causato dalla pressione e dallo spostamento del peso quando si toccano.
I danzatori rimangono in contatto durante l'intera esecuzione e, muovendosi con il flusso d'energia, formano una varietà sorprendente di " body links" (collegamenti dei corpi come anelli di una catena).
E' una tecnica di movimento come ricerca di nove possibilità' di movimento attraverso il contatto fisico e sensoriale. Essa si fonda sulla fiducia reciproca e la fluidità'. Usa la forza di gravità' e il pavimento come due ulteriori partners: muoversi mantenendo il contatto con l altro, cercando di risolvere ogni azione in passaggi semplici e continui.
Nonostante l apparente libertà' di movimento la CONCTAT forma ad una grande preparazione tecnica. Ma è il concetto stesso di tecnica che viene rivoluzionato. Non più' gesti puramente estetici..
E' una "non-forma" di danza che si sviluppa in totale spontaneità' in contatto/relazione con gli altri.
Non è una struttura di movimenti codificati, ma ricerca nella essenza degli stessi:
questi sorgono dalle risposte riflesse e dall'intuizione dello "sperimentatore"
Il corpo si educa al peso, al peso dinamico, allo spazio/tempo e acquisisce così' una consapevolezza personale che permette di padroneggiare le leggi stesse della fisica.
La CONCTATA IMPROVISATION ha attinto nel suo sviluppo anche ad altre tecniche e discipline: Aikido, Tai Qi, meditazione, danza.
( Nel movimento non è' importante la perfezione dell'esecuzione né l'effetto che ci si aspetta di ottenere da esso (come nello stretching di un gruppo di muscoli o ripetendo una azione per renderla automatica e armoniosa). Il movimento E' una semplice scusa per "svegliare" i recettori nervosi sensibili ai cambiamenti di posizione e focalizzare la mente sulla parte che si sta percependo. Quando si è' in un movimento la coscienza e' in esso, si "spengono" i pensieri e si accende l'attenzione alla sensazione: "Questo è' ciò' che il mio braccio comunica alla mente: senso del peso, calore, contatto con il vestito o con l'aria, tensioni...". Poi, continuando nel movimento: "Bene, sto a sentire come questo braccio può' diventare più' sciolto, lasciato andare, libero...". Ci si può' aiutare con immagini suggestive, ma non è' indispensabile. Il richiamo della sensazione. Il processo funziona anche all'inverso! Ci si può' domandare: "Com'era il mio braccio, quando lo sentivo sciolto e leggero come...?". E, come quando il cuore accelera i battiti al ricordo di una situazione emozionante, allo stesso modo il braccio torna sciolto al ricordo della distensione.)
"La mente fa da testimone ammirata e divertita, sta ad "osservare" il corpo e le sensazioni da esso generate nel movimento" Steve Paxton, creatore della Conctat Improvisation che ha seso tradurre con:improvvisare con altri attraverso il contatto fisico e mentale.
La contact improvisation è l' "arte di muoversi con un'altra persona"
Amleto
Se si improvvisa con altri, deve prevalere lo sguardo d'insieme, la visione a tutto tondo, lo sguardo ontologico.
Lo spazio diventa avvolgente, il suono vibrato, il cuore non è' più' un muscolo e un pulsare meccanico, si gonfia, si espande, esplode, canta con gli altri e in questo coro greco la coscienza si illumina, il tempo è' sospeso e non è più' il fluire meccanico dell'orologio.
La performance è come un'orchestra nella quale ogni strumento ha un tono solo e la musica scaturisce dalla perfetta sincronia di tutti i suoni.
E' come se ognuno fosse una frazione di un tutto e che avesse bisogno di integrarsi con altri al fine di raggiungere una coscienza intera.
Solo un danzatore completo "par excellence" rappresenta una unità' indivisibile, quindi è' autosufficiente e può' danzare da solo come Julyen Hamilton o Steve Paxton, il fondatore (negli anni'70 in America.)

 Conctat improvisation  teatro-danza, Improvvisazione e il bambino