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Danza / Tango / Poesia
"Nessun freddo repentino d autunno
sgomenta questo petto tropicale"
Emily Dickinson
Il tango nasce come espressione di danza popolare nella seconda metà dell’ottocento in Argentina, ( successivamente diventa una forma artistica ) ma nessuna danza popolare raggiunge lo stesso livello di comunicazione perché in quell’abbraccio attraverso il palpito e il respiro si sprigiona un’energia che è capace di arrivare a dei livelli così alti di percezione che sfiora il mondo sottile, l’invisibile, i fenomeni. Chi se ne innamora viene toccato in qualche modo nel suo profondo, perché è una sensazione che penetra la carne fino a sforare in qualche luogo della coscienza e dell’inconscio come fa l’amore e il dolore. Ci si sale imparando il codice di base poi si parte per l'avventura dell'improvvisazione all'infinito, come la figura che lo rappresenta l'"ocho/otto", la lemniscata di Bernoulli ( la curva algebrica a forma di otto coricato.)
Due cuori che cantono all’unisono abbracciati e che camminano.
Due coscienze nell’abbraccio che si espandono in altissime immaginazioni.
Due persone che camminano abbracciati insieme con tutti i sensi.
Nella sua esecuzione ci si accorge di abitare in un corpo risvegliato e richiamato all’”esserci” da delle musiche e da delle canzoni ( letras ) che scuotono anche i corpi più rigidi.
Riduttivo descriverlo con qualsiasi parola, meglio praticarlo, sentirlo, cullati e abbracciati a un’altra persona.
Sta dilagando come macchia d'olio bollente in tutto il mondo perchè appaga quella necessità innanata di abbracciare, di essere abbarcciati, di essere attivi, di vivere e non di sopravvivere, di far cantare il cuore, di farlo liberamente esprimere, creare, improvvisare e non da soli.
Fenomeni che si sprionano nel midollo delle due schiena unite.
“La giusta maniera di procedere da sé o di essere condotti da un altro nelle cose d’amore è questa: prendendo le mosse delle cose belle di quaggiù al fine di raggiungere il bello, salire sempre di più, come procedendo per gradini, da un solo corpo bello a due e da due a tuti i corpi belli e da tutti i corpi belli alle belle attività umane e da queste alle belle conoscenze e dalle conoscenze, procedere fino a che non si pervenga a quella conoscenza che è conoscenza di null’altro se non del bello stesso e così giungendo al termine, conoscere ciò che è il bello in sé” Socrate
"è questo il momento nella vita che più di ogni altro è degna di essere vissuta in cui contempla il bello in sé, superiore a tutto, assoluto, puro, non contaminato da carni umane o da colori, forma unica,bello divino. Così si partorisce la virtù vera e generando questa non si diventa forse immortali? Per trovare questo il migliore collaboratore é eros perciò bisogna onorarlo perché é aspirazione all'immortalità." Socrate
"Nel vero amore, è l'anima che abbraccia il corpo." ( F. Nietzsche)
Se il tango è tutto questo cioè tensione, desiderio di trovare ciò di cui si è mancanti,
se è nostalgia di quell’unità e di quella interezza che l’uomo aveva ma che sembrerebbe destinata a rimanere e di per sé di fatto irraggiungibile allora il tango é anche filosofia.
Tuggli artisti, poeti, pittori, danzatori, scultori, scrittori, dopo aver conosciuto la loro materia, così, guidati da una sorta di angelo custode, da una sorta di spirito guida inventono, producono,creano, improvvisano guidati da passioni ed emozioni che superano tutte le domande di senso.
Cosa c'è di più sensato di, dopo aver affinato le basi di qualsiasi disciplina, avventurarsi in quel luogo trascurato perchè dominato dal sistema e dal consumismo che é l'atto creativo, di cui spesso si ha paura perchè lo si frequenta senza paracadute.L'immaginazione, la più alta forma dell'intelligenza umana, cosa sarebbe la vita senza?
Se il musicista jazz conosce bene la musica non ha paura di improvvisare perchè è sorretto dalle sue due ali piene di conoscenza.
Improvvisare, chiaramente, dopo aver affinato le basi e la tecnica, altrimenti è un darsi al rischio senza paracadute.
Se l'affini forse non crei ogni volta dei capolavori, ma vai da qualche parte,
forse a volte nel posto sbagliato ma c'è sempre qualcosa da imparare e la curiosità ti spinge a continuare, a indagare, a migliorarti, a perfezionarti perchè senti ogni volta che nel tuo corpo c'è un luogo dove dimora un fondo corsa da cui puoi ripartire carico di conoscenza, di energia e di linfa verso un'esperienza che è la tua, la tua soltanto che condividi fra le braccia di qualcuno che come te è li per la stessa passione e che non ha bisogno di parole e di spiegazioni.
E' l'ideale per stare insieme viene da pensare perchè in un epoca in cui si tende sempre di più al narcisismo, si parla troppo, si litiga, si fa troppo sesso libero, nel tango non si fanno danni perché nell'abbraccio si ascolta solo l'altro, si é,senza bisogno di spiegazioni, perchè il sentire è più forte delle parole.
Il corpo dice tutto,di te e dell'altro, non c'è bisogno di spiegare anche perchè più che un pensiero definito è una sensazione, la sensazione di abitare un corpo e starci bene con tutti i sensi e forse anche di più.
L'ascolto di te e dell'altro abbracciato a te sfora tutte le croste e le barriere sfiorando quell'invisibile e quell'indicibile sapienza che libera il peso della carne e degli affanni del quotidiano.
Ognuno esperendolo attraverso il corpo e la mente entra in uno stato che assomiglia alla spirtulaità e rasenta una dimesione mistica.
Dopo quella esperienza, non si può non subire un cambiamento perchè chi fa un salto in un' altra dimensione, non può ricadere come quando c'è salito.
In quell'avventura si incontrano dimensioni,sfere, linee, spirali di energie,ellissi, coni d'aria, vortici, volumi, proiezioni, fenomeni entrando in relazione con sè stessi, con l'altro/a, con lo spazio.
E tutto passa attraverso la schiena e tutto il suo mondo di fenomeni e di immaginazioni.
Lo spazio entra in tutto il corpo e il corpo lo vive in pieno, davanti, dietro e si espande all'infinito.
Da lì nascono il ritmo, l’eleganza dei gesti e una potenza che si può permettere di trattare la persona che si abbraccia con dolcezza, come si farebbe con un bambino.
In questa breve analisi si dà per scontato che ogni praticante sappia cosa si intende per
attenzione, intuizione, relazione, espansione, volume, intensità almeno nella condivisa accezione dei termini.
Fin dal primo timido abbraccio si cerca di cogliere l'intenzione dell'altro per creare un ritmo , ci si cerca per intendersi e prima o poi ci si accomoda come infilarsi un cappotto e starci dentro bene, caldi, protetti per fare una passeggiata abbracciati.Dal punto di vista fisiologico si allentano le tensioni, si risvegliano i riflessi, la coordinazione, l’ascolto, la grazia, la precisione del gesto, l’attenzione;
ottimo per migliorare la postura.
E' un viaggio libero, avventuroso verso l'ineffabile, il misterioso, verso il segreto del reale per questo è sempre seducente e sempre vivo.
Più che una pratica è una poetica dentro il rigore e la disciplina.
Con la sua musica sa far scivolare emozioni e violini nelle vene, aprire tutti i chakras, dal primo chakra che tanto più si radica nella terra tanto più l'energia si slancia come una guglia verso il chakra del cuore e poi della comunicazione nella gola, fino alla sua massima espressione nel terzo occhio ed esplodere nel settimo chakra, quello della spiritualità.
Il corpo come una quercia che si slancia dalle radici solide, una guglia di una chiesa gotica va su verso l'alto perchè c'è un grounding molto solido come nelle arti marziali.
La mente entra dentro l'altro corpo e lo riempie , cerca il suo centro e quando si arriva al fondo corsa ci si muove insieme.
La mente viaggia nel corpo dell'altro fino a trovare un punto di intesa.
il segreto è aspettare che nasca un onda
ed è quella che avanza libera non per contrastare l'altra persona e lo spazio ma per assecondare, ascoltare, seguire, partecipare,condividere.
Quell'onda parte da un punto, da un vortice di energia sotto l'ombelico.
E' il groviglio di serpenti assopiti che si risveglia perchè Il risveglio della Kundalini può avvenire anche per risonanza come avviene nella risonanza acustica, ovvero essa si risveglia nell'individuo quando questi si trova in presenza di un'altra persona.
Si tratta di una forza primordiale, poderosa, molto utile per trarne energia, ma deve essere sviluppata con attenzione, con spirito puro e scevro da esaltazioni, soprattutto deve essere ben controllata, perché può essere un buon servitore ma cattivo padrone.
Un canto che nasce dall'arcano e che va su fino al petto colmo di cuore, è così che si sprigionano proiezioni, linee, sfere, volumi, l'ascolto, la poesia dell'attesa.
Si cerca come un bisturi la precisione del gesto, la direzione del pensiero, la determinazione ma, nel tango si è alimentati dall'emozione, dal sentimento dall'amore.
Le braccia vanno su come ali mentre la mente rimane giù nelle viscere per non perdere il contatto con la realtà e la forza di gravità.
In quel fluire della propria sfera essenziale, personale, creativa si approfondisce la consapevolezza del proprio corpo e delle sue potenzialità attraverso il contatto con l'altra persona.
La relazione fra i due corpi si libera da finalità quotidiane oggettive e pratiche e viene guidata verso un percorso consapevole di abbandono,controllo, fiducia e di spontaneità per accrescere la conoscenza del proprio "sè" e del proprio orgone.
Una presenza talmente piena di conoscenza che basta il minimo dell'intervento energetico con l'intenzione massima di essere presenti nell'azione.
In questo contatto nel darsi e ricevere come esige la legge della natura , si scopre uno spazio comune in cui è uno stare insieme che non è dato nella vita quotidiana.
E' un 'anima che abita due corpi, una presenza colma di cuore, a differenza del contatto delle "jams" di "conctat improvisation" in cui è indispensabile essere distanti emotivamente, in cui si osserva senza usare nulla di più del necessario per essere.
In quell'abbandono, in quell'abbraccio ci si cala in una sorta di meditazione a due, in un mondo parallelo talmente indescrivibile che qualsiasi definizione lo sminuirebbe.
Meglio praticarlo ma chiunque ne faccia l'eperienza non può non venirne toccato nel profondo dell'animo.
Nel tango ci si avvicina soprattutto con l'emozione, basta guardare gli occhi di quei due cuori che battono all'unisono perchè si sono cercati in qualche modo, si sono ritrovati, là dodove nell'aikido l'emozione é sempre sotto controllo.
E'l'ideale per stare insieme, viene da pensare, vista la enorme diffusione in tutto il mondo, perchè la solitudine della domanda di senso si abbraccia a un'altra persona, a un 'altra domanda.
Forse quel perdersi nel labirinto della domanda è sempre meglio farlo abbracciati che da soli e non vedere oltre il proprio ombelico.
Se non altro meglio non capire in due, che da soli.
Per questo alla fine di un tango non vorresti staccarti mai perchè è come un allontanarsi
dal sentirsi protetti da quella camminata uno fra le braccia dell'altro...sospesi, lontani dalla paura della morte.
Ma verso dove?
Meglio in due fino all'orlo del precipizio che da soli:
"Noi due, qui e ora, mentre balliamo, noi chi siamo?"
Il tango risolve il problema dell'anima perchè affonda in un posto dove tutto trova il contrario di tutto come l amore e il dolore.
Cosa c'è di più poetico di una ballerina che aspetta l elezione della nota e del gesto che sta per arrivare dal suo cavaliere come una corda sottesa al suo arco o al suo violino?
Lei, che sembra subire passivamente la direzione del timone di lui in realtà con la sua energia
in silenzio é la responsabile del pentagramma a venire.
Questa danza è il fenomeno di questo secolo, una rivoluzione dell'animo che rifiuta di subire il materialismo dilagante dei fast foods, dei supermercatti infestanti, dei palestrati, dei supermotorizzati, dei dipendenti dalla T.V.di tutto ciò che isola e che uccide la gioia dell'immaginazione e l'emozione perchè mentre lo balli tu sei, tu immagini, tu sogni.Che gioia vedere le milonghe piene di gente che si abbraccia, che comminica invece di starsene a casa a criticare la T.V proprio perchè la si guarda, proprio perchè le si dà importanza.Un amante del tango ha ben altro da fare.
Comunque se il tempo deve essere riempito nel tempo libero o nel tempo della solitudine sempre meglio esperirlo da protagonisti col proprio corpo e con la propria mente.
Ma che cosè un amilonga?
“una Milonga per alimentare la rete di relazioni umane e creative, le occasioni di ballo, di scambio e di studio, un luogo all‘altezza della nostra passione, uno spazio intimo e “dedicato” al tango, capace di contenere la nostra passione per questa danza così potente e talmente delicata al contempo!” Flora Benedetti
Talmente delicata che Flora Benedetti a Bologna ha trasformato una chiesa in una milonga in via Lame 83.
In quel girotondo nelle milonghe con quei corpi avvinghiati i tangheri sintetizzano l’ esperienza e la condizione umana distesa nello scorrere del tempo che si percepisce all’infinito, in un cerchio appunto, da dove puoi entrare e uscire da qualsiasi punto senza inizio e senza fine lontano dall'angoscia della precarietà della vita e dalla spettro della morte che comunque è fuori da quel girare in tondo come il mondo almeno in quel momento.
E'un ottimo esercizio di umiltà che fa bene al narcisismo perchè nel caso ti avessero convinto fin da piccolo che tu sei il migliore e ne sei sempre più convinto perchè ti contorni di baluba che te lo fanno credere, sentendoti addosso sempre quell'ansia che non è altro che sete e ingordigia di gratificazioni, in quelle tangherie nel girotondo della tanda dove entri ed esci come nel mondo, scopri che sei una formichina che cammina come tutte le altre e questa rivelazione ti libera da da quella terribile convinzione, di essere il migliore che non era che un peso, una prigione e scopri che cos'è un sentimeno e un emozione.
Questa liberazione è resa possibile dai cambiamenti psicologici interni che cominciano a prendere forma fin dall’inizio dell’apprendimento. La noiosa , ripetitiva,a volte difficile e monotona routine dell’allenamento mette alla prova l’impegno del praticante, lo rafforza e ne riduce anche l’ostinazione , ne frena la caparbietà, eliminando le cattive abitudini del corpo e della mente. In questo processo egli , vede emergere la sua vera forza, il suo carattere e le sue potenzialità. In quel contatto succede sempre qualcosa, non può non succedere niente, se non altro perchè al contatto delle mani attraverso i polsi, si attiva una corente elettrica attraverso i battiti del cuore e il movimento esplode,
il gesto si fa emozione.
E se le emozioni risvegliano le passioni qualcosa accade sempre.
"Nichts Großes ohne Leidenschaft vollbracht worden, noch kann es ohne solche vollbracht werden"
"Nulla di grande è stato compiuto senza passione, né potra‘, senza questa, essere compiuto"
Georg Wilhelm Friedrich Hegel
Nella sua esecuzione sembra che ci sia una lotta fra la parte sotto i fianchi e quella sopra, una lotta fra l'inferno e il paradiso,angeli e diavoli che giocano con degli sberleffi.
Una lotta fra la morte e la vita ossia una lotta fra la morte e l'amore, perchè il contrario della morte non è la vita ma l'amore.
In quel contesto una vita senza amore è una vita di morti viventi, di carcasse ambulanti di narcisi avvizziti ripiegati su sè stessi,soli, malati.
Per capire questo concetto basta leggere i testi delle canzoni le "letras de tango"
Il tango è una esperienza talmente forte che lascia il segno e ognuno vuole dire la sua
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commento di Marco Castellani
Nel settimo libro dei Miserabili, Victor Hugo si ferma a riflettere sul gergo dei diseredati, dei reietti e dei criminali. L analisi è penetrante, il tono ammirato: del resto sono i suoi personaggi. Mancano ancora cinquanta anni alle manfrine sul lunfardo e più di cento a quelle dello strutturalismo, ma Hugo già intuisce che più che parlare, si è parlati dal linguaggio: "il gergo ha due furti: la lingua e il popolo". La lingua non domina il senso, pur se determina, "mette in scena" il soggetto che lo persegue, e il senso anima di vita la parola, pur se la parola cade immediatamente nell’ordine morto della lingua. La vitalità di coloro che, umiliati dalla società e colpiti dalle leggi degli uomini, si sono organizzati nella disorganizzazione, la forza biologica che incessantemente colma la parola di senso: i vocaboli sono costantemente in fuga, come gli uomini che li adoperano. Il gergo è dunque una scappatoia, provvisoriamente efficace e sempre fantasiosa, dalla macchina modellatrice, e fa più strada il gergo in dieci anni che la lingua in dieci secoli. Molti sono gli esempi citati dallo scrittore, fermarsi è compito dello scandaglio, non dello scandagliatore, ma quello più formidabile ce lo fornisce tramite il bracconiere occasionale Survincent, condannato con lettre de cachet, per una lepre rubata al re, a sei mesi di gogna nel carcere di Chatelet. E’ questo uno stanzone a tre metri sotto il livello stradale, umido e irrespirabile. Nessuna apertura tranne la porta inchiavardata. Per terra, due palmi di fango e tre decenni di escrementi; sul soffitto, una trave da cui pendono le catene con i collari, studiate in modo da non permettere ai detenuti anche solo di piegare le gambe. Chi ce la fa, dorme in piedi, a intermittenze di pochi minuti; la maggior parte invece si abbandona all’impiccagione rateale. Una volta al giorno, la porta si apre e pezzi di pane buio sono lanciati ai prigionieri; seguono le manovre pedonali per riuscire prima a trovare nel fango e poi portarsi alla bocca il cibo. Ebbene, in questo luogo verosimile all’inferno, gli sventurati cantano: il più delle volte sono canzonacce oscene, o inni religiosi adeguatamente modificati, le cui parole non stentiamo a immaginare gonfie di un odio grandioso e irreparabile. Ecco la musica da camera dei Miserabili, il loro salotto buono, il pied-à-terre dei bisnonni dell’underground. Survincent invece si oppone a tale conformismo culturale e per sei mesi intona una sola canzone.
Questo è il teatro del piccolo cupido: il grand-guignol delle catene, del potere, della violenza, in una parola della realtà, cede dunque il passo alla comèdie larmoyante della tenerezza nonostante tutto?
Bisogna andare a scoprirlo nelle scuole dei Tangueros e nelle milonghe. Il loro tango sapiente e romantico è la forza biologica che colma il gesto umano a due di senso e bellezza, che può finalmente fare dei nostri petti tropicali un teatro dardeggiante.Il tango è l'arte l'abbraccio. Marco Castellani