RACCONTI IMPROVVISAZIONE E IL BAMBINO Prefazione Frammenti del libro English Spanish Español(Lunfardo) - Ficha del libro Français conctat improvisation Critica letteraria

conctat improvisation teatro danza improvvisazione per bambini

conctat improvisation teatro danza  improvvisazione per bambini

" C'è qualcosa di commovente nell'improvvisatore in quell'elezione della nota che sta per seguire "
Marguerite Yourcenar

Si tende ad associare alla parola "improvvisazione" eccessiva libertà di composizione.
In quell'infrangersi delle regole, della memoria e del conosciuto, in quel mettere insieme, tagliare, rielaborare materiali conosciuti, in quel passare al setaccio l'enorme background, in quell' operare scelte, al contrario, sono più che mai indispensabili il rigore e la disciplina.
L'improvvisazione non corrisponde a un discorso logico e prestabilito ma nasce quando le nozioni tecniche e di métier siano talmente assimilate da diventare tutt'uno con i temi dell'opera nel momento dell'esecuzione.
L'impulso creativo erompe e si esplica in modo riflessivo, calcolato, scientifico, meditativo, a volte violento. L'erompere vitale del messaggio dell'inconscio che sempre presidia, produce nell'arena della tela un risultato che a volte sgomenta e sorprende. Certo, può produrre anche mediocrità, ma questo serve come esperienza, come pratica per imparare a togliere, ridurre, sintetizzare come fa il poeta con le parole o il pittore con pochi segni. Picasso per esprimere un gallo infuriato ha avuto bisogno di pochi segni, ma, viene da pensare, quanto ha tolto prima di esibirlo? ( Ma lui é un genio, forse lo ha fatto di getto.)
Ci si abbandona all'atto creativo solo se la mente è in uno stato di profonda consapevolezza, di focalzzazione del movimento verso la coscienza del corpo.
Come nella danza "Butho" il danzatore sviluppa una consapevolezza del corpo tale che esso sia pienamene vivo in ogni attimo ( il perno delle vie interiori orientali é la gravità ,la base di appoggio, la giusta distribuzione del peso, tutto questo é già sufficenete per costruire una sequenza carica di effetti energetici ) così ci si può inoltrare nel movimento della sequenza, intesa come flusso progressivo senza inizio e senza fine dove ogni cosa é la conseguenza di ciò che l'ha preceduta in progress. Lo spazio protegge da automatismi inconsci, in base al deporre e al riemergere dalla gravità si creano stati che inducono a soffermarsi a cogliere il respiro della sequenza con le sue sospensioni, si sblocca il pensiero blocato al passato, si illumina lo sguardo a zero sul futuro, é un uscire dalla immedesimazione sconata, dall'automatismo, é il luogo, la condizione che ci permette di accorgerci, un punto di partenza per una serie di invenzioni che escono dagli schemi del "già noto."
Il momento dell'esecuzione è una vibrazione, è presenza, amore, interiorità, sofferenza, vita ma soprattutto onestà con sè stessi.
Lo spazio e il danzatore interagiscono nel loro essere cacciati e cercati. Da una tale forza definibile germoglia e appassisce il gesto.
Il corpo ha un legame viscerale con la contemporaneità ignota, immateriale,proiettata verso un centro in movimento.
Come una nota muta il pensiero si dilegua per lasciar spazio al silenzio, il pensiero disegna lo spazio dei suoni, il tic tac dell'orologio e il suo fluire ha un ritmo, ha un senso, il metro cubo di terra si fa illimitato e il movimento diviene da una cadenza antica.
E' un infrangere tutte le barriere della ragione, é l'effetto dello STRANIAMENTO dell'HAPPENING.
Lo "shock" dello straniamento agisce in molti modi e su piani diversi: antitesi, parodia, imitazione....
Come lo SCAMBIO DIALETICO, permette di esplorare aree attraverso procedimenti dinamici del linguaggio del corpo come fa lo scrittore con le parole.
Il movimento come le parole, lascia nel tempo e nello spazio, un alone indefinito ma percettibile.
E' un tenativo di descrivere la condizione metafisica dell'uomo attraverso una presenza che non è altro che una comunicazione dal di dentro, attraverso il respiro che affossa i pensieri:
"Non mi resta al mondo che la metà di me stesso" Camus.
"L'ispirazione sovrumana ha come contropartita l'inettitudine alla vita pratica e l'inquietante affinità con la follia"
Shopenauer
"La poesia é contemplazione del sentimento, intuizione, produzionwe spirituale"
B. Croce
"L'arte scuote la nostra esperienza abituale e apre un anova dimensione della veritàe custodisce un ariserva inesauribile di senso ed é all'origine di un processo mai concluso di nterpretazione""
Heidegger
"Siamo della sostanza di cui sono fatti i sogni"
Shakespeare
Viene da dire che si entra in contatto con una sorta di profezia, di visione: un sogno.
Forse é anche il tentativo di entrare nel sogno, nel metafisico anche dell'altro, degli altri:
"Je crois que le dormeur qui nous rève est en train de se reveiller, mais no, il se retourne dans son lit, je te vois et son rève recommence encore" J. Cocteau

Per questo il fondatore, Steve Paxton e i più grandi esponenti, Julyen Hamilton, Katie Duck, Mark Tompkins, Lisa Nelson, Kirstie Simpson, Nancy Stuart Smith ...accedono a fonti ideologiche, filosofiche, dalla psicologia occidentale alla filosofia orientale, dalle pratiche dello yoga alle arti arziali, la' dove la mente scava nella coscienza fino allo sguardo ontologico.
In quel processo creativo, in quella sospensione della mente è uno "stare" e dentro, mettere un colore, poi un altro e un'altro ancora, ma soprattutto togliere, ridurre, selezionare, scegliere, pulire per cercarsi in una identità volta a una reinvenzione continua.
Così l'esecutore diventando il creatore-danzatore-coreografo di sè stesso racconta, comunica, emoziona e appassiona perchè vuole far esplodere il suo grido interiore attraverso tutto quello che ha: sè stesso e come un'opera d'arte in quel momento in quel posto é circondato da un'aura.
Un sè stesso non "fortificato" da idee di composizione altrui e da "passi" codificati ma che si affida unicamente al suo corpo e alla sua mente come laboratorio legato alla morfologia, al problema esistenziale, veicoli di spiritualià, di interiorità, sogno, ossessione,visione, allucinazione, flusso di coscienza.
E tanto più ci si addentra dentro, più ci si affonda nella carne, tanto ci si scopre ironici perchè l'ironia va a finire in fondo alla verità.
Solo, in quel momento della sua esecuzione si affaccia sulla finestra del mondo con tutto il suo stupore,la sua meraviglia e si impegna in una sfida perchè gli é data questa possibilità, questa libertà di tradurre il suo pensiero immaginativo nel gesto vero ma anche nel silenzio e nell'immobilità facendo rinascere come una sorta di rebirthing il preconcetto,la consapevolezza diventa il veicolo della libertà che porta a poter scegliere, dscriminare
impararae ad usare semppre il libero arbitrio.La consapevolezza è la vera ricchezza, bisogna lavorare su quello

In chi lo guarda, in quel testimone di quel momento della sua vita non cerca che una reciprocità di sguardo poichè non si risparmia nel dare e se improvvisa danzando con altri ( conctat improvisation ) è spinto ad andare dentro situazioni sconosciute, ad aprire territori imprevisti e sorprendenti, ma soprattutto si confronta con i suoi limiti, le sue abitudini percettive e permette la condivisione di un linguaggio che consente di danzare insieme rispettando le proprie differenze.
La composizione in tempo rale é dunque un abbandono e rottura dell'estetica fine a sè stessa, del narcisismo, dell'esibizionismo e soprattutto dell'idea di danza come intrattenimento e spettacolo circense.
L'improvvisatore é' colui che fa della povertà un ideale, non ha bisogno di nulla perché già nato ricco dentro oltre all'impulso a creare sente come un fuoco, come una lamapdina sempre accesa la spinta forte e naturale a cercare e studiare.
Ed é così che l'attenzione é continua su come mantenere vivo lo spirito della curiosità e della sorpresa, su dove porsi nello spazio e nel tempo presente indicativo. Ci si concentra sul flusso di energia che scorre fra i corpi formando una varietà di "bodies" e "mind links", collegamenti come anelli di una catena, si libera l'energia e il corpo diventa una sorta di magnete per gli altri e gli altri per te.
Nella 'contact' la domanda é sempre accesa sulle possibilità d'espressività del processo creativo, sui motori percettivi, sul significato del messaggio, della comunicazione, sulla lettura della performance ma soprattutto sull'ascolto degli altri.
Il " qui ed ora " della rappresentazione sono, dunque, l'unico luogo, l'unico momento dove assumersi il rischio di svelare sè stessi. Durante la composizione le idee nascono e circolano in un movimento costante e fluido.

"Il corpo, tutti noi lo abitiamo a tal punto che diventa lo specchio di ciò che siamo. Chi sente di volersi esprimere attraverso il corpo ha la necessità di intraprendere un lavoro profondo che permetta di svestirsi dalla propria individualità che impedisce l'espressione, per arrivare a essere vuoto e avere quindi la possibilità reale di rivestirsi secondo ciò che si vuole trasmettere agli altri. L'aikido dunque come via (do) per sperimentare questo svuotamento fisico e interiore, capace di evidenziare in modo netto dove noi ci concediamo al vuoto e dove invece qualcosa si rifiuta di lasciare andare."
Tiziano Parise ( Aikido )

E un rendersi conto che si é fatti di una libertà che ha a che fare con un mondo necessario.
Necessità e libertà si fondano, le due dimensioni si combinano e si uniscono.
"La nosta libertà di essere esseri umani è la radice della nostra tragedia"
Leopardi.
E' Il movimeto dialetico , il passaggio dal "prima" al "poi". La produzione del dualismo si compie. Forse è una dialetica catastrofizzante, forse sull'andare avanti ci si trova sbalzati indietro. come nella vita di ogni giorno, cosa si realizza alla fine?
Più si va avanti e più si incrementa il passato, la memoria. il futuro, il costo del passato.
La composizione significa lavorare che sarà realizzato quando si fissa in una determinatezza che è la partitura, é la la verità del divenire che si realizza nel gesto. L'opera viene fatta vivere da chi l'intrpreta ma viene fatta rivivere per chi c'è già stato. E' il non poter fare a meno di negare la forma del mondo, il disperato tentativo di affacciarsi sul nulla perchè nel momento in cui ci si affaccia é già qualcosa.

CHE COS'E' LA CONCTAT IMPROVISATION?
CONCTAT IMPROVISATION ( sintesi e storia)
In italiano ha senso tadurla:
"danza di contatto e improvvisazione"
Fondata da un gruppo di danzatori newyorchesi capeggiati da Steve Paxton negli anni '70. Indagavano sulle possibilità d'espressività del corpo al di fuori di schemi codificati e predefiniti da un'impostazione classica del movimento.
Steve Paxton realizzò una serie di performance di danza d'improvvisazione, negli Stati Uniti.
Nel 1972 egli presentò per la prima volta un pezzo chiamato " Magnesium" in cui lui ed undici suoi danzatori si esibirono sui tappeti per la lotta, davanti ad un pubblico in una grande palestra. Molti di coloro che avevano assistito a quegli eventi, hanno voluto imparare, e, da allora, la contact improvisation è diventata una forma di danza praticata in tutto il mondo.
Divenne in breve l'esperienza chiave della “Postmodern” e “New Dance” e, allo stesso tempo, una vitale forma di danza sociale, con le potenzialità di sviluppare un forte senso di comunità tra coloro che la praticavano.
Si pone come un approccio globale al corpo e s'interroga sui processi creativi e motori percettivi, sul significato del messaggio e della comunicazione e sulla lettura della performance.
Caratteristica fondamentale é l'improvvisazione, cioè la possibilità di muoversi creativamente all'interno di regole condivise, sia predefinite sia elaborate nell'arco del processo.
L'improvvisazione contiene un livello d'abilità del tutto al di sopra delle personali qualità di movimento.Praticare la contact richiede, e allo stesso tempo apporta, un rilassato e aperto stato del corpo e della mente. Le persone con un interesse professionale o personale nella ricerca della sintonia con i loro corpi – danzatori, dottori e terapeuti del movimento, attori, musicisti, giovani, anziani, abili e disabili – pensano che la contact sia una maniera per esplorarne il significato
Fondamentale è la coscienza delle sensazioni fisiche che accadono tra due o più partner in gioco motorio tra loro e in contatto con la terra.
E' basata sul contatto fisico tra i danzatori, tramite esso i performers si concentrano sul flusso d'energia che scorre fra di loro, causato dalla pressione e dallo spostamento del peso quando si toccano.
I danzatori rimangono in contatto durante l'intera esecuzione e, muovendosi con il flusso d'energia, formano una varietà sorprendente di " body links" (collegamenti dei corpi come anelli di una catena).
E' una tecnica di movimento come ricerca di nove possibilità di movimento attraverso il contatto fisico e sensoriale. Essa si fonda sulla fiducia reciproca e la fluidità. Usa la forza di gravità e il pavimento come due ulteriori partners: muoversi mantenendo il contatto con l’altro, cercando di risolvere ogni azione in passaggi semplici e continui.
Nonostante l’apparente libertà di movimento la Contact forma ad una grande preparazione tecnica. Ma è il concetto stesso di tecnica che viene rivoluzionato. Non più gesti puramente estetici..
E' una "non-forma" di danza che si sviluppa in totale spontaneità in contatto/relazione con gli altri.
Non è una struttura di movimenti codificati, ma ricerca nella essenza degli stessi:
questi sorgono dalle risposte riflesse e dall'intuizione dello "sperimenatore"
Il corpo si educa al peso, al peso dinamico, allo spazio/tempo e acquisisce così una consapevolezza personale che permette di padroneggiare le leggi stesse della fisica.
La C.I. ha attinto nel suo sviluppo anche ad altre tecniche e discipline: Aikido, TaiChi, meditazione, ginnastica e danza.
( Nel movimento non è importante la perfezione dell'esecuzione né l'effetto che ci si aspetta di ottenere da esso (come nello stretching di un gruppo di muscoli o ripetendo una azione per renderla automatica e armoniosa). Il movimento è una semplice scusa per "svegliare" i recettori nervosi sensibili ai cambiamenti di posizione e focalizzare la mente sulla parte che si sta percependo. Quando si "è" in un movimento la coscienza è in esso, si "spengono" i pensieri e si accende l'attenzione alla sensazione: "Questo è ciò che il mio braccio comunica alla mente: senso del peso, calore, contatto con il vestito o con l'aria, tensioni...". Poi, continuando nel movimento: "Bene, sto a sentire come questo braccio può diventare più sciolto, lasciato andare, libero...". Ci si può aiutare con immagini suggestive, ma non è indispensabile. Il richiamo della sensazione. Il processo funziona anche all'inverso! Ci si può domandare: "Com'era il mio braccio, quando lo sentivo sciolto e leggero come...?". E, come quando il cuore accelera i battiti al ricordo di una situazione emozionante, allo stesso modo il braccio torna sciolto al ricordo della distensione.)
"La mente fa da testimone ammirata e divertita, sta ad "osservare" il corpo e le sensazioni da esso generate nel movimento"
Steve Paxton, creatore della C.I.
E'improvvisare con altri attraverso il contatto fisico e mentale.
La contact improvisation é l'"arte di muoversi con un'altra persona"
Amleto


QUALI SONO I REQISITI NECESSARI NELLA CONCTAT E COSA SUCCEDE NEL MOMENTO DELL'ESEUZIONE?

Se si improvvisa con altri, deve prevalere lo sguardo d'insieme, la visione a tutto tondo, lo sguardo ontologico.
Lo spazio diventa avvolgente, il suono vibrato, il cuore non è più un muscolo e un pulsare meccanico, si gonfia, si espande, esplode, canta con gli altri e in questo coro greco la coscienza si illumina, il tempo é sospeso e non è più il fluire meccanico dell'orologio.
La performance é come un'orchestra nella quale ogni strumento ha un tono solo e la musica scaturisce dalla perfetta sincronia di tutti i suoni..
E' come se ognuno fosse una frazione di un tutto e che avesse bisogno di intergrarsi con altri al fine di raggiungere una coscienza intera.
Solo un danzatore completo "par excellence" rappesenta una unità indivisibile, quindi é autosufficente e può danzare da solo come Julyen Hamilton o Steve Paxton, il fondatore (negli anni'70 in America.)


QUALI SONO GLI ELEMENTI FONDAMENALI IN QUELL'ATTIMO DEL QUI ED ORA?

La percezione, l'intuizione, la capacità di scelta, la coscienza delle sensazioni fisiche che accadono, ll'apertura all'istante, l'ascolto, la presenza e la lucidità mentale.
Per questo è di aiuto la pratica dello yoga, delle arti marziali e della meditazione.

QUAL'E' IL LUOGO IDEALE PER IMPROVVISARE?

Si tende ad aborrire l'establishement stabilito, il costoso costume di scena, si evitano luoghi di spettacolo e tutto ciò che é finto.
Si prediligono piazze, chiese, si balla più per l'innata necessità di esprimersi che di esibirsi.


IMPROVVISAZIONE E IL BAMBINO

SE L'ADULTO PER IMPROVVISARE HA BISOGNO DI ESPERIENZA PASSATA, DI MEMORIA, DI CONOSCIUTO, QUALI SONO LE FONTI A CUI ACCEDE IL BAMBINO?

L'atto creativo del bambino è talmente ricco che, viene da pensare, sia composta da tante vite passate, da tante memorie.
La sua innocenza, la purezza del suo mondo interiore, la sua enorme immaginazione sono talmente potenti che qualsiasi atto creativo è materiale prezioso su cui lavorare, con il vantaggio più dell'adulto di non doversi liberare dai pregiudizi, dai preconcetti, dalle maschere, dagli orpelli e dalle scorie del conosciuto.
Il bambino, nemico dell'analisi e amico dell'intuizione per natura, ha la capacità innata di apprezzare la bellezza, la dote più grande e avverte nel suo spazio vuoto interiore un senso di segreta pienezza semplice, naturale, priva di artificio, la sua"arte interiore", la sua idea, il suo innato 'sense of humor', la sua ironia, ma come l'adulto ha bisogno di silenzi, di "tempo vuoto."

COSA SI INTENDE PER "tempo vuoto"NELL'ATTO CREATIVO?

Strettamente correlata alla percezione del suo fluire, "il tempo vuoto" é comunemente
inteso quasi esclusivamente come fonte di pensieri angoscianti così il bambino viene ingozzato della roba che le evoluzioni tecnologiche degli ultimi decenni hanno prodotto. Televisione, videogiochi, internet sono strumenti con i quali si tende compulsivamete a riempire i buchi procurando un'accelerazione degli eventi che riduce la capacità di attesa.
Alla fine, il bambino non è più capace di aspettare, di affinare la pazienza, il silenzio, elementi fondamentali per trovare sè stesso.
Il bambino viene "gettato" nel culto dell'immediatezza, unico rimedio contro l'attesa diventata insopportabile.?"( Nei disturbi dell'ansia è noto che il sistema della dopamina ha un rallentamento nei movimenti e produce segnali di rigidità e tremore inconscio quando si entra in relazione con un'altra persona).
Il"tempo vuoto" a piccole dosi sviluppa immaginazione, introspezione e autostima. L'istantaneità degli eventi scioglie come aspirina nell'acqua la poesia dell'attesa.
Se la tecnologia ha ridotto i tempi di attesa è altrettanto vero che il bambino non si è mai annoiato come adesso e questo è il prezzo altissimo che deve pagare.
Il tempo vuoto e lento del bambino, allo sguardo dell'adulto ha aspetti negativi che puo' coincidere con l'idea di abbandono e di territorio in cui puo' attecchire la depressione.
Il "tempo vuoto" sano fa dell'inattività la condizione necessaria per l'esercizio del pensiero creativo.
Se annoiarsi continuamente a scuola, a casa, in vacanza puo' portare a qualcosa di simile alla depressione non incontrarsi mai col "tempo vuoto" conduce alla mediocrità.
L'oziare della mente non significa non pensare ma non pensare secondo regole prestabilite.
Alla comune concezione di ozio secondo cui l'inattività impedisce la produzione di qualsiasi cosa, se ne contrappone una come momento di massima creatività, in cui è possibile far nascere nuove idee che possono rivelarsi utili, artistiche.
Restare solo permette al bambino di entrare in contatto con il sè profondo, di familiarizare con sè stesso, di organizzare una propria disciplina, pregustando la gioia di un evento e sviluppando contemporaneamente fantasia e creatività.
"Il bambino conosce la realà in modo [...]profondo, perchè d'un tratto, senza farci scendere a uno a uno i gradini del pensiero, ci trasporta nell'abisso della verità come il poeta[...]".
Giovanni Pascoli
"Noi che abbiamo spiriti liberi, non ne siamo toccati perché il mondo é privo di senso e a muoversi é solo la mente"
Amleto


DAL PUNTO DI VISTA DIDATTICO E FORMATIVO A CHE COSA SERVE QUESTA PRATICA PER I BAMBINI?

Facilita comportamenti di attenzione, di ascolto, di cooperazione, di valorizzazione delle differenze.
Sviluppa la capacità di scambio, di condivisione, di relazione con l'altro, il diverso senza collidere.
Coltiva, affina la innata sensibilita', l'innocenza, la gioia, la spontaneita', la fiducia in se stesso.
Incoraggia la creativita', la precisione del gesto, la direzione del pensiero, la calma, la forza, la pazienza.
ll bambino esplode di gioia nel " qui ed ora " della rappresentazione perchè intuisce l'occasione in cui puo' svelare sè stesso.
" Dopo è adesso" Ester Rinaldi (4 anni)

IN CHE COSA CONSISTE L'INSEGAMENTO

Attraverso esercizi propedeutici alla danza, aikido, yoga, che vengono proposti come gioco, ( esercizi che sono più riferiti al naturale movimento del corpo che all'estetica del movimento ) si cerca di fare veicolare il bambino all'atto creativo, alla consapevolezza individuale e spaziale, ma soprattutto, di fare della povertà un ideale.


QUAL'E' L'OBIETTIVO?

L'obiettivo, oggi più che mai, é quello di rinunciae a tutti gli orpelli, al superfluo, all'inutile, al finto, all'inautentico per ritrovare sé stessi: teatro più ricco del mondo, territorio di lavoro in cui il bambino ha un grande punto di riferimento in un momento storico in cui forse si sente smarrito.
I bambini americani sono malati di ansia, del "too much" del "big" e c'è il pericolo che anche i nostri imbocchino quella strada.
Viene da pensare che se si continua a coinvolgere il bambino nei blitz ai supermercati e ai fast food un giorno, quando e se, vedrà un coniglio vero, invece di avere l'impulso di accarezzarlo come sarebbe nella sua natura, o immaginarlo poi nella sua memoria come il "Signor coniglio" di "Alice nel paese delle meraviglie" potrebbe pensare:"E questo che ci fa qui in giro ancora crudo?"
L'eccessivo consumismo uccide e umilia l'immaginazione del bambino.
"Solo nell'immaginazione umana ogni verità trova un'esistenza reale e autentica. L'immaginazione ha il dominio supremo dell'arte e della vita"
J.Conrad
Certo prima bisogna realizzare i bisogni poi dedicarsi ai sogni, ma il bambino lo sa e per vivere biologicamente ha bisogno di poco, di molto poco, non ha bisogno di essere soffocato dalla roba.
Se al bambino viene a mancare il progetto, il sogno, l'obiettivo, un modello ideale che hanno il potere di mettere in moto il suo mondo emotivo e liberare le energie attraverso l'immaginazione, non coltiva e affina lo zelo, il sacrificio, si paralizza, non crea, non agisce, rimane come paralizzato non sa dov'è e dove deve andare, gira a vuoto, non trova il senso in niente, ha paura di tutto, si ammala.


"La più grande paura non é scoprire la propria ombra ma la luce" Nelson Mandela

IMPROVVISAZIONE E DANZA COME TERAPIA?

No, ma può diventare una via.

QUALI SONO LE ASPETTATVE DEL'INSEGNANTE?

La sfida e la vittoria dell'insegnante è quando riesce a stimolare nel bambino un'esplosione della sua ricchezza interiore tale da trasformare completamente la sua natura soggettiva del proprio impulso originario.Cogliere il suo invisibile ma senza perdere il contatto col reale e col buon senso.
Se il nostro linguaggio é troppo particolare, agli occhi di chi ci guarda,perderemmo parte della nostra credibilità.
Shakespeare ha come obiettivo sempre il "sacro", il metafisico, ma non commette mai l'errore di rimanere troppo a lungo sul livello più elevato.
E' difficile stare in compagnia dell'assoluto, bisogna piombare a terra e ricominciare.
Il bambino colmo di divinità anticipa la voce dell'uomo e vorrebbe indirizzarla verso l'armonia.
"Attraverso un dialogo col nostro corpo, impariamo non come muoverci, ma ad essere mossi"
Yumiko Yoshioka (butoh)
"Non è una danza narrativa ma l'astrazione in cui a fatica ci si muove per apprendere"
Carolyn Carlson.

CHE COSE' LA DANZA?

"Se lo sapessi non danzerei"
Isadora Duncan


Ivaana Brigliadori - Bologna - ivana@ivanabrigliadori.com