RACCONTI IMPROVVISAZIONE E IL BAMBINO Prefazione Frammenti del libro English Spanish Español(Lunfardo) - Ficha del libro Français conctat improvisation Critica letteraria
Home >  Eventi > La Gatta (a Isabelle Caro)

La Gatta (a Isabelle Caro) “Perché non mangi?
Perché sei così strana?
Perché piangi?”
Muta la sua vocina davanti la T.V:
modelle belle
piatti succulenti in primo piano
bimbi che muoiono di fame più lontano.

Con lo sguardo vuoto sui pezzi di pane e le banane
un sibilo di dolore antico
arcano
come se venisse da lontano:
“Non ho fame”.

Tutta bocca e grandi occhi
i capelli raccolti sulla nuca
un giro collo nero sulla gonna dimessa
ora è seduta sulla mia tomba.
Vent’anni
e sembra l’ombra di una vecchina.

A voce bassa
incomincia a farfugliare
preghiere e mantra
poi a correre e a gridare
a parole scandite e chiare
per tutto il cimitero
con le mani rivolte al cielo:
“Come si fa ad avere fame,
appetito
in un mondo così infame
così inaudito?
E' strano il mondo non io,
dov'è Dio?”
Le parole rimbombano fra la sua pelle
e le sue ossa
e sembrano raschiare la sua carne stanca.
Poi tace per delle ore
con lo sguardo fisso
sui miei ceri ed i miei fiori.

E’ nel guardare una farfalla
come se volesse prenderla e afferrarla
che come la direzione di un taglio
si lascia cadere
e con un fiume di lacrime
inonda la mia lapide
come se volesse scavarla.
Il suo corpo minuto mi attraversa
come una lama affilata
ed è così che ho sentito il dolore
come fossi viva
come se non me ne fossi mai andata.

Ma è con le sue ultime parole
che il mio corpo ha ripreso a respirare
il mio cuore a battere ancora
ed è entrato nella vita di una gatta sperduta
che stanotte
dal tetto
entrerà nella sua camera da letto:
“Mamma non mi lasciare sola!”
__________________________________________
7°classificato premio letterario
"Marghuerite Yourcenar"
4°classificato premio letterario
"L'Aquilaia"
4° classificata premio letterrario
"Il saggio"
5° classificato premio letterario
"Italo Carretto"